La Seconda Guerra Mondiale

Trascorsi positivamente gli anni '30, il decennio successivo è testimone della Seconda Guerra Mondiale. Anche il microcosmo della Caprera è travolto dalla tragedia che si abbatte sul mondo intero. I più giovani partono per la guerra, i meno giovani sfollano con le famiglie, per non restare sotto i bombardamenti. In quegli anni bui, i soci della Caprera dimostrano la loro grande amicizia e coesione, al di sopra di qualsiasi fazione politica e lotta fratricida: nella Società possono trovare rifugio e tranquillità, senza timore di delazioni.

La passione per il canottaggio è tale che i pochi rimasti, non curanti dei pericoli riescono ancora a navigare, tanto che nel 1944, durante uno degli ultimi grandi bombardamenti, una bomba cade in pieno su due imbarcazioni della Caprera ormeggiate sulla riva del Po oltre la confluenza del Sangone, da cui gli occupanti erano appena scesi per ripararsi dalle bombe che avevano visto cadere.

Anche la Caprera ha i suoi danni di guerra: uno spezzone incendiato cade nel cantiere distruggendo molte imbarcazioni. Le barche rimaste intatte trovano rifugio in un magazzino in corso Moncalieri, di proprietà del socio Eugenio Negarville. Finita la Guerra la Società trova nuovamente la forza per risollevarsi, mentre due grandi campioni ne rendono ancora più grande il nome.

 

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