Il dopoguerra e l'avvento di due nuovi assi

Due grandi campioni, Silvio Venesia e Primo Serramoglia, che prima della guerra avevano già dato prova della loro classe, se non fossero stati fermati da 5 anni di guerra, avrebbero certamente dominato la scena sportiva per almeno un decennio, arrivando a degli allori difficilmente eguagliabili. Le loro caratteristiche figure sono care a tutti i soci della Caprera ed a tutti i canottieri torinesi. Per anni hanno solcato il fiume in allenamenti interminabili, mai paghi di sé stessi, sempre in cerca di perfezionamenti ulteriori nella vogata e nell'affiatamento.

Non sono più i tempi in cui un Masera poteva permettersi di stravincere ignorando regole e stile. Venesia e Serramoglia sono due veri stilisti e con pochi altri canottieri torinesi hanno impostato una nuova vogata, più fluida, più bella e molto più redditizia. Fra i loro innumerevoli successi ricordiamo la vittoria di 3 campionati italiani, e la vittoria del Campionato della Senna, allora considerato l'equivalente dell'odierno campionato europeo. Il loro double in questi anni corre veloce sul fiume, senza sobbalzi e con un affiatamento irripetibile. Tutti i giornali, di solito poco attenti alle vittorie dei canottieri, pubblicano lunghi articoli su di loro e "Carlin" li immortala con una caricatura su "Tuttosport".

Vanesia e Serramoglia, "Cipria" e "l' Biund", come sono soprannominati tra i canottieri, diversi tra loro per estrazione sociale e per carattere, sono inseparabili. Dopo aver appeso i remi diventano altrettanto famosi come allenatori, e con la loro esperienza e capacità, unite al loro attaccamento alla Società ed al canottaggio, forgeranno le nuove le leve dei futuri campioni.

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